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ROCCARASO – Un controllo di routine dei carabinieri si è trasformato in un’operazione delicata. Nella notte, un diciannovenne di Pratola Peligna è stato arrestato dopo che, a bordo della sua auto, è stata rinvenuta una pistola calibro 9 con matricola abrasa e una decina di proiettili custoditi nello zaino.
Il ragazzo, senza precedenti, non ha saputo fornire spiegazioni sulla provenienza dell’arma. Proprio l’assenza di una giustificazione credibile e la cancellazione della matricola hanno spinto gli inquirenti a ipotizzare anche il reato di ricettazione.
L’arresto è scattato nei pressi di Roccaraso, durante un posto di blocco predisposto dai carabinieri della compagnia di Castel di Sangro, coordinati dal capitano Giuseppe Testa. Dopo la perquisizione e il sequestro del materiale, il giovane è stato trasferito nel carcere di Sulmona, in attesa dell’udienza di convalida davanti al giudice Marta Sarnelli.
Nel frattempo, la Procura ha disposto ulteriori accertamenti: sequestrato anche il cellulare del diciannovenne, che verrà analizzato per ricostruire contatti, scambi di messaggi ed eventuali collegamenti con episodi criminali avvenuti nel Centro Abruzzo. Non si escludono sviluppi su possibili intimidazioni o fatti violenti.
La difesa del ragazzo, affidata all’avvocata Eva D’Alberto, punta a chiarire la posizione del giovane e le circostanze che lo hanno portato ad avere con sé l’arma.
Il caso richiama alla memoria un precedente del 2023, quando lo zio e il cugino del diciannovenne furono arrestati e condannati per episodi legati a sparatorie intimidatorie nel territorio peligno. Un dettaglio che rende ancora più fitto il quadro delle indagini attuali.
Il ragazzo, senza precedenti, non ha saputo fornire spiegazioni sulla provenienza dell’arma. Proprio l’assenza di una giustificazione credibile e la cancellazione della matricola hanno spinto gli inquirenti a ipotizzare anche il reato di ricettazione.
L’arresto è scattato nei pressi di Roccaraso, durante un posto di blocco predisposto dai carabinieri della compagnia di Castel di Sangro, coordinati dal capitano Giuseppe Testa. Dopo la perquisizione e il sequestro del materiale, il giovane è stato trasferito nel carcere di Sulmona, in attesa dell’udienza di convalida davanti al giudice Marta Sarnelli.
Nel frattempo, la Procura ha disposto ulteriori accertamenti: sequestrato anche il cellulare del diciannovenne, che verrà analizzato per ricostruire contatti, scambi di messaggi ed eventuali collegamenti con episodi criminali avvenuti nel Centro Abruzzo. Non si escludono sviluppi su possibili intimidazioni o fatti violenti.
La difesa del ragazzo, affidata all’avvocata Eva D’Alberto, punta a chiarire la posizione del giovane e le circostanze che lo hanno portato ad avere con sé l’arma.
Il caso richiama alla memoria un precedente del 2023, quando lo zio e il cugino del diciannovenne furono arrestati e condannati per episodi legati a sparatorie intimidatorie nel territorio peligno. Un dettaglio che rende ancora più fitto il quadro delle indagini attuali.