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L’AQUILA – A pochi giorni dall’avvio della 731ª Perdonanza Celestiniana, L’Aquila si prepara ad accogliere visitatori da ogni parte d’Italia. Molti arrivano per curiosità o per il richiamo della basilica di Collemaggio, ma non sempre sanno davvero cosa si nasconda dietro il rito del Perdono istituito da Celestino V oltre sette secoli fa.
La festa che pochi conoscono
A Ravenna, Roma, Biella o Cuneo, il nome “Perdonanza” non evoca molto. E così capita che i turisti chiedano se il palco montato davanti alla basilica serva “solo per un concerto”, ignari che invece si tratti di un appuntamento che unisce liturgia, storia e spettacolo. Dalla Bolla del Perdono alla Porta Santa, fino al corteo storico e al rito del fuoco del Morrone: un intreccio che non sempre trova spazio nelle guide tascabili o nei pacchetti turistici.
Ricordi e ritorni
Tra i visitatori c’è chi vive la festa come un’occasione personale. Un ex vigile del fuoco, tornato all’Aquila dopo oltre sessant’anni, ha rivissuto emozioni intense nel rivedere Collemaggio e i luoghi del servizio militare. Più che dai grandi nomi della musica, si è entusiasmato alla notizia della futura scuola nazionale dei vigili del fuoco che sorgerà proprio qui.
Il nodo del palco
Resta acceso il dibattito sull’allestimento scenico. Da un lato chi vorrebbe preservare la facciata restaurata di Collemaggio, chiedendo di spostare gli spettacoli al vicino Parco del Sole; dall’altro chi considera il palco un richiamo in più, capace di attrarre pubblico e avvicinarlo, anche indirettamente, alla storia della Perdonanza.
Accoglienza e criticità
Molti turisti lamentano la mancanza di segnaletica e percorsi chiari attorno alla basilica. Alcuni hanno scoperto per caso accessi laterali o zone visitabili, convinti inizialmente che i lavori impedissero l’ingresso. A colpire negativamente è anche l’assenza di cura in dettagli semplici, come il cestino dei rifiuti traboccante proprio ai piedi della Porta Santa.
L’attesa
Intanto i preparativi procedono: operai e tecnici al lavoro, mezzi in movimento, sedute montate per accogliere migliaia di spettatori. La città si veste a festa, pronta a ospitare un evento che cresce di anno in anno, anche se ancora troppo spesso percepito come un mistero dai suoi stessi visitatori.
La festa che pochi conoscono
A Ravenna, Roma, Biella o Cuneo, il nome “Perdonanza” non evoca molto. E così capita che i turisti chiedano se il palco montato davanti alla basilica serva “solo per un concerto”, ignari che invece si tratti di un appuntamento che unisce liturgia, storia e spettacolo. Dalla Bolla del Perdono alla Porta Santa, fino al corteo storico e al rito del fuoco del Morrone: un intreccio che non sempre trova spazio nelle guide tascabili o nei pacchetti turistici.
Ricordi e ritorni
Tra i visitatori c’è chi vive la festa come un’occasione personale. Un ex vigile del fuoco, tornato all’Aquila dopo oltre sessant’anni, ha rivissuto emozioni intense nel rivedere Collemaggio e i luoghi del servizio militare. Più che dai grandi nomi della musica, si è entusiasmato alla notizia della futura scuola nazionale dei vigili del fuoco che sorgerà proprio qui.
Il nodo del palco
Resta acceso il dibattito sull’allestimento scenico. Da un lato chi vorrebbe preservare la facciata restaurata di Collemaggio, chiedendo di spostare gli spettacoli al vicino Parco del Sole; dall’altro chi considera il palco un richiamo in più, capace di attrarre pubblico e avvicinarlo, anche indirettamente, alla storia della Perdonanza.
Accoglienza e criticità
Molti turisti lamentano la mancanza di segnaletica e percorsi chiari attorno alla basilica. Alcuni hanno scoperto per caso accessi laterali o zone visitabili, convinti inizialmente che i lavori impedissero l’ingresso. A colpire negativamente è anche l’assenza di cura in dettagli semplici, come il cestino dei rifiuti traboccante proprio ai piedi della Porta Santa.
L’attesa
Intanto i preparativi procedono: operai e tecnici al lavoro, mezzi in movimento, sedute montate per accogliere migliaia di spettatori. La città si veste a festa, pronta a ospitare un evento che cresce di anno in anno, anche se ancora troppo spesso percepito come un mistero dai suoi stessi visitatori.