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L’AQUILA – A sedici anni dal sisma che ne ha segnato il destino, L’Aquila accelera la corsa verso il 2026, quando sarà Capitale italiana della Cultura. Le ferite non scompariranno del tutto, ma la città oggi appare attraversata da una spinta concreta: infrastrutture, spazi pubblici e progetti che intrecciano ricostruzione e rilancio.
Il sindaco Pierluigi Biondi assicura: «Entro il 2026 completeremo le opere strategiche: dal nuovo Ponte Belvedere al Teatro comunale, fino al Cinema Massimo e al recupero di Santa Maria dei Raccomandati».
Il ponte, disegnato da Marco Petrangeli e divenuto emblema del post-terremoto, è in fase avanzata: ultimazione prevista a fine anno e apertura definitiva nei primi mesi del 2026, con un investimento di 6,1 milioni di euro. Attenzione anche alle piazze e al decoro urbano: su Piazza Duomo è partita una nuova gara per pavimentazione e illuminazione (800mila euro), mentre per le mura storiche è pronto l’appalto in attesa delle ultime autorizzazioni.
Il teatro comunale riaprirà nell’autunno 2025, mentre il San Filippo e la chiesa di San Marco rientrano in un programma più ampio di valorizzazione culturale, grazie anche al supporto della Soprintendenza e a fondi dedicati.
Grande attenzione anche al futuro universitario. È in arrivo lo Student House Le Cannelle (425 posti letto), e prosegue il progetto di ospitalità diffusa in immobili comunali acquisiti dopo il 2009. Se arriveranno i fondi Cipess, la nuova Casa dello Studente sarà pronta in quattro anni. Intanto, già dal prossimo anno accademico, partiranno i primi 140 posti letto del Collegio di merito Ferrante d’Aragona, nel cuore del centro storico.
Università, Comune e Gran Sasso Science Institute corrono insieme verso un obiettivo: trasformare il 2026 in una data di svolta, non solo simbolica, ma anche concreta. Una città che da cantiere si fa laboratorio di futuro.
Il sindaco Pierluigi Biondi assicura: «Entro il 2026 completeremo le opere strategiche: dal nuovo Ponte Belvedere al Teatro comunale, fino al Cinema Massimo e al recupero di Santa Maria dei Raccomandati».
Il ponte, disegnato da Marco Petrangeli e divenuto emblema del post-terremoto, è in fase avanzata: ultimazione prevista a fine anno e apertura definitiva nei primi mesi del 2026, con un investimento di 6,1 milioni di euro. Attenzione anche alle piazze e al decoro urbano: su Piazza Duomo è partita una nuova gara per pavimentazione e illuminazione (800mila euro), mentre per le mura storiche è pronto l’appalto in attesa delle ultime autorizzazioni.
Il teatro comunale riaprirà nell’autunno 2025, mentre il San Filippo e la chiesa di San Marco rientrano in un programma più ampio di valorizzazione culturale, grazie anche al supporto della Soprintendenza e a fondi dedicati.
Grande attenzione anche al futuro universitario. È in arrivo lo Student House Le Cannelle (425 posti letto), e prosegue il progetto di ospitalità diffusa in immobili comunali acquisiti dopo il 2009. Se arriveranno i fondi Cipess, la nuova Casa dello Studente sarà pronta in quattro anni. Intanto, già dal prossimo anno accademico, partiranno i primi 140 posti letto del Collegio di merito Ferrante d’Aragona, nel cuore del centro storico.
Università, Comune e Gran Sasso Science Institute corrono insieme verso un obiettivo: trasformare il 2026 in una data di svolta, non solo simbolica, ma anche concreta. Una città che da cantiere si fa laboratorio di futuro.