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SULMONA. Cresce la preoccupazione per lo stabilimento Marelli di Sulmona dopo l’avvio della procedura di fallimento da parte dell’azienda. Il sindacalista Uil, Michele Paliani, non esclude azioni eclatanti per difendere i 444 posti di lavoro: «Aspettiamo l’incontro del 19 giugno, ma siamo pronti a tutto per difendere l’ultimo presidio industriale della vallata peligna».

Più cauta la Fiom, che attende il vertice con il Ministero per valutare il quadro completo. Intanto, partiranno assemblee con i lavoratori per decidere i prossimi passi.

L’allarme è scattato dopo l’annuncio dell’iter fallimentare, nonostante le rassicurazioni sull’assenza di ripercussioni per salari e sedi.

Entro fine anno sono previsti altri 147 esuberi. A peggiorare il quadro, il trasferimento a Atessa della linea di lavorazione dei semi corner per il Ducato e la crisi irrisolta degli addetti alle pulizie.

I lavoratori, già in sciopero a febbraio, continuano a ricevere stipendi ridotti: in media 150-300 euro al mese. La nuova ditta subentrata all’appalto ha aumentato la cassa integrazione al 70%, non ancora liquidata, e introdotto contratti a chiamata.

A peggiorare ulteriormente la situazione, la sospensione dei turni notturni da parte di Marelli, ferma ormai da quasi un anno.

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