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L’AQUILA . Durante recenti sopralluoghi presso gli alloggi del Progetto Case, dislocati in vari quartieri della città, gli operai comunali hanno rilevato una situazione allarmante: cassette postali colme di corrispondenza non ritirata, balconi in evidente stato di abbandono e incuria. Tali segnali hanno fatto scattare una serie di segnalazioni agli organi competenti, con relativa documentazione trasmessa all’Agenzia delle Entrate.
Dalle verifiche è emerso che molte abitazioni risultano abbandonate, spesso senza che siano stati completati i pagamenti dovuti. In altri casi, gli appartamenti venivano utilizzati solo saltuariamente, come seconde case o alloggi per brevi soggiorni. Alcuni assegnatari, secondo quanto riportato dal quotidiano Il Centro, avrebbero mantenuto le chiavi pur risiedendo all’estero, utilizzando l’immobile come casa vacanza. Altri, invece, hanno lasciato gli alloggi senza restituire le chiavi.
Le irregolarità sono state individuate grazie alla collaborazione tra gli operai comunali e la Polizia Municipale dell’Aquila. Alcuni dei destinatari, una volta rintracciati, hanno provveduto alla riconsegna delle chiavi, ma saranno comunque tenuti a risarcire il Comune per le morosità accumulate.
Nel frattempo, sono già partite le prime procedure di sfratto per quegli assegnatari che, nonostante l’ultimo avviso inviato dal Settore Opere Pubbliche, non hanno regolarizzato la loro posizione. Nella maggior parte dei casi – circa il 90% – si tratta di soggetti morosi che non hanno risposto al censimento, compromettendo così l’aggiornamento dei requisiti per il nuovo canone concessorio previsto da gennaio.
Tra gli irreperibili, molti risultano inadempienti e andranno incontro alla revoca definitiva dell’alloggio. Dai dati ufficiali risulta che, su 3.661 lettere inviate (2.816 agli assegnatari del Progetto Case e 845 nei MAP), circa 2.700 dichiarazioni sono state restituite con la documentazione richiesta. Restano tuttavia diverse posizioni ancora da chiarire.
Dalle verifiche è emerso che molte abitazioni risultano abbandonate, spesso senza che siano stati completati i pagamenti dovuti. In altri casi, gli appartamenti venivano utilizzati solo saltuariamente, come seconde case o alloggi per brevi soggiorni. Alcuni assegnatari, secondo quanto riportato dal quotidiano Il Centro, avrebbero mantenuto le chiavi pur risiedendo all’estero, utilizzando l’immobile come casa vacanza. Altri, invece, hanno lasciato gli alloggi senza restituire le chiavi.
Le irregolarità sono state individuate grazie alla collaborazione tra gli operai comunali e la Polizia Municipale dell’Aquila. Alcuni dei destinatari, una volta rintracciati, hanno provveduto alla riconsegna delle chiavi, ma saranno comunque tenuti a risarcire il Comune per le morosità accumulate.
Nel frattempo, sono già partite le prime procedure di sfratto per quegli assegnatari che, nonostante l’ultimo avviso inviato dal Settore Opere Pubbliche, non hanno regolarizzato la loro posizione. Nella maggior parte dei casi – circa il 90% – si tratta di soggetti morosi che non hanno risposto al censimento, compromettendo così l’aggiornamento dei requisiti per il nuovo canone concessorio previsto da gennaio.
Tra gli irreperibili, molti risultano inadempienti e andranno incontro alla revoca definitiva dell’alloggio. Dai dati ufficiali risulta che, su 3.661 lettere inviate (2.816 agli assegnatari del Progetto Case e 845 nei MAP), circa 2.700 dichiarazioni sono state restituite con la documentazione richiesta. Restano tuttavia diverse posizioni ancora da chiarire.