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L’AQUILA. Gravi carenze nell’organico del Tribunale dell’Aquila, sia tra i magistrati che nei ruoli dirigenziali, stanno paralizzando l’attività giudiziaria e creando disagi crescenti per cittadini e professionisti. Per denunciare questa situazione ormai insostenibile, gli avvocati del Foro aquilano hanno proclamato uno sciopero di tre giorni, dal 9 all’11 giugno.

La situazione è allarmante: a fronte di un organico previsto di 14 magistrati, al momento ne sono operativi solo 8. Questa grave carenza sta generando ritardi significativi nella gestione dei procedimenti, aumentando il carico di lavoro per i magistrati rimasti in servizio e allungando ulteriormente i tempi per sentenze e ordinanze. A pagarne le conseguenze sono non solo gli operatori del diritto, ma anche i cittadini, sempre più sfiduciati nei confronti della giustizia.

Alle difficoltà legate al numero esiguo di magistrati si sommano criticità organizzative altrettanto rilevanti: da anni manca un dirigente amministrativo presso il Tribunale, figura chiave per il coordinamento degli uffici, così come risulta vacante la dirigenza dell’Ufficio Notificazioni, Esecuzioni e Protesti (UNEP) della Corte d’Appello dell’Aquila.

«La Presidente del Tribunale, Elvira Buzzelli, ha già espresso le proprie preoccupazioni agli organi competenti – dal Ministero della Giustizia al Consiglio Superiore della Magistratura – ma ad oggi nulla è cambiato. Con questa astensione, vogliamo dare un segnale forte e contribuire a sbloccare una situazione che sta danneggiando profondamente il nostro lavoro», ha dichiarato l’Avv. Maurizio Capri, Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati dell’Aquila, al Capoluogo.

«I magistrati attualmente in servizio sono sovraccarichi, le cause vengono continuamente rinviate e le decisioni tardano ad arrivare. Anche il personale amministrativo lavora in condizioni difficili, senza una guida che possa coordinare efficacemente le attività degli uffici. È un sistema al collasso», ha proseguito Capri.

Particolarmente critica anche la situazione dell’Ufficio UNEP della Corte d’Appello, reso inefficiente dall’assenza di un dirigente. «Il servizio notifiche è nel caos: i tempi sono lunghissimi e gli utenti, spesso senza risposte, si rivolgono a noi avvocati, che diventiamo il loro unico punto di riferimento», ha aggiunto Capri.

Il contesto è ancora più preoccupante se si considerano gli obiettivi fissati dal PNRR: entro il 30 giugno 2026, l’Italia dovrà ridurre del 40% i tempi della giustizia civile rispetto al 2019. Secondo i dati del Ministero della Giustizia diffusi a maggio, il Tribunale dell’Aquila è tra i fanalini di coda, con una durata media dei processi civili di 1015 giorni nel 2024.

«È evidente che senza magistrati la produttività cala. I dati parlano chiaro, ma non spiegano le cause di questa inefficienza. Storicamente il Tribunale dell’Aquila ha sempre funzionato bene, ma oggi siamo arrivati a un punto di non ritorno», ha sottolineato Capri. «Per la prima volta, abbiamo deciso un’astensione totale dalle attività. Vogliamo sollecitare Ministero, CSM e politica ad affrontare anche il tema della geografia giudiziaria e del futuro dei tribunali minori – Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto – la cui sorte viene rinviata di anno in anno. Noi siamo favorevoli alla loro permanenza, ma serve una decisione definitiva accompagnata da un rafforzamento degli organici».

Lo sciopero rappresenta dunque un segnale d’allarme e un appello alle istituzioni, affinché la giustizia all’Aquila non venga lasciata a morire per inerzia.
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