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Pendolari abbandonati, ancora disagi sulla linea Avezzano-Roma. Silenzio assordante da Regione e Sindaci

Da mesi denunciamo, raccogliendo le segnalazioni dei pendolari, i continui disservizi sulla linea ferroviaria Avezzano-Roma. Eppure, nonostante le proteste e gli appelli, nulla è cambiato. Anzi, la situazione continua a peggiorare.

In queste settimane — e almeno fino alla fine di luglio — i viaggiatori quotidiani per lavoro o studio stanno affrontando l’ennesima estate di disagi, causata dai lavori tra Roma Tiburtina e Bagni di Tivoli. I cantieri di manutenzione e ammodernamento sono certamente necessari, ma non possono essere gestiti bloccando completamente il servizio ferroviario, senza prevedere un’alternativa valida e ben organizzata.

In un paese civile, un servizio sostitutivo efficiente, puntuale e proporzionato sarebbe pianificato con largo anticipo, in modo da non compromettere la continuità del trasporto pubblico. Invece, come già accaduto in passato, i pendolari marsicani si ritrovano a fare i conti con autobus sostitutivi insufficienti e spesso in ritardo, senza alcuna reale tutela da parte delle istituzioni locali.

Grave è il silenzio dei Sindaci del territorio, che avrebbero il dovere istituzionale e morale di rappresentare i cittadini nelle sedi competenti. A partire dal Sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, e da quello di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio, alla guida dei due Comuni con le stazioni ferroviarie più rilevanti della zona.

Le motivazioni per intervenire non mancano. Solo tra ottobre 2024 e aprile 2025, si sono verificati tre guasti gravi sulla tratta, con cancellazioni e ritardi fino a 2 ore e 10 minuti su un percorso che dovrebbe durare al massimo 1 ora e 50 minuti. A ciò si aggiunge la soppressione definitiva del treno delle 6:24 da Avezzano, fondamentale per chi lavora a Roma.

Nel frattempo, la Regione Abruzzo continua a versare a Trenitalia ben 57 milioni di euro l’anno per il servizio ferroviario regionale e locale. Dal 2026, la cifra salirà a 63,8 milioni. Cifre che dovrebbero garantire un servizio efficiente e affidabile — ma che nei fatti non trovano riscontro nella realtà.

Proprio per questo, l’Ente regionale dovrebbe esercitare un rigoroso controllo sull’esecuzione del contratto con Trenitalia, intervenendo a tutela dei cittadini. E invece, la Regione tace. Come i Sindaci, incapaci o disinteressati a difendere i diritti dei pendolari.

Il risultato? Un servizio ferroviario pubblico sempre meno affidabile, con un numero crescente di utenti costretti a rivolgersi al trasporto privato. Intanto, continuiamo a pagare per un servizio inadeguato, in un copione già visto in altri settori pubblici della Marsica: anche nel trasporto, si consolida il “modello Abruzzo” targato Marsilio, Quaglieri e Verrecchia, già tristemente sperimentato nella sanità. Più tasse, servizi peggiori e cittadini costretti a pagare due volte: una per il pubblico che non funziona, un’altra per il privato che lo sostituisce.
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