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L’AQUILA. L’incendio che ha devastato il capannone dell’ASM di Bazzano nel 2023 è ancora al centro di un contenzioso legale. Sebbene l’ipotesi di reato di incendio doloso sia stata archiviata per mancanza di prove certe, il procedimento continua su un altro fronte. In particolare, un aspetto cruciale dell’incidente è stato il ritrovamento di una balla di plastica all’interno del capannone, elemento che secondo l’accusa avrebbe contribuito all’espandersi e all’aggravarsi delle fiamme.
Per questo motivo, il dirigente dell’ASM, responsabile dell’impianto, è stato rinviato a giudizio per presunte irregolarità amministrative. La decisione è stata presa dal giudice per le indagini preliminari, Giulia Colangeli, che ha fissato la prima udienza per il 17 settembre 2025. Il reato contestato è quello di incendio colposo, ma non per l’incendio stesso, per il quale le indagini si sono concluse senza riscontri su dolo, bensì per il ruolo che la plastica avrebbe avuto nel diffondere e aggravare l’incendio.
L’avvocato difensore, Rosettini, ha prontamente respinto le accuse, dichiarando che "In dibattimento dimostreremo la non colpevolezza" del proprio assistito. Inoltre, in seguito all’opposizione dello stesso avvocato, è stata respinta la richiesta di un sindacalista UGL, di costituirsi parte civile nel procedimento.
La vicenda lascia aperti diversi interrogativi su come le condizioni interne all’impianto abbiano potuto contribuire all’entità del disastro. Mentre si attende l’inizio del processo, la questione della sicurezza negli impianti industriali e le responsabilità a livello di gestione amministrativa restano al centro dell’attenzione.