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SULMONA – Un nuovo episodio conferma quanto resti alta l’attenzione sul fenomeno dei micro-cellulari che riescono a superare i controlli all’interno delle carceri. Nel penitenziario di massima sicurezza di Sulmona, durante un controllo di routine nel reparto colloqui, la polizia penitenziaria ha individuato e sequestrato alcuni pezzi di telefoni di ridotte dimensioni che un detenuto tentava di introdurre in maniera illecita.
Il materiale, smontato in più parti per eludere i controlli, è stato rinvenuto grazie all’intuito e alla prontezza degli agenti. I componenti, una volta ricomposti, avrebbero potuto trasformarsi in dispositivi perfettamente funzionanti, capaci di garantire contatti con l’esterno.
Il detenuto, quarantenne di origine campana, è stato denunciato alla Procura della Repubblica per introduzione e detenzione indebita di strumenti di comunicazione non autorizzati.
Il fenomeno non è nuovo: dall’inizio dell’anno sono già oltre quaranta i micro-telefoni scoperti e sequestrati all’interno della struttura, un dato che, seppur rilevante, resta inferiore rispetto ai 110 ritrovamenti registrati nel 2024.
Intanto proseguono i lavori per la schermatura elettronica dell’intero carcere, un’operazione attesa da tempo che dovrebbe essere completata entro la fine dell’anno, con l’obiettivo di rendere sempre più difficile l’uso illecito di dispositivi tecnologici tra le mura penitenziarie.