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Un Ferragosto segnato dall’ennesimo episodio criminale ha scosso la comunità di Capitignano. Nelle prime ore della sera ignoti sono entrati in un’abitazione semisolata, riuscendo a forzare l’ingresso e a portare via una cassaforte murata. Per aprirla avrebbero usato strumenti da taglio e fiamma ossidrica, lasciando dietro di sé pareti devastate e arredi distrutti.

Non si tratta di un fatto isolato. Nelle ultime settimane la zona dell’Alta Valle dell’Aterno è stata teatro di numerosi colpi, a Montereale, Paganica, Cesaproba e Marana. Solo pochi giorni fa, un’altra abitazione in una frazione vicina era stata assaltata con modalità simili. Il ripetersi degli episodi e l’attrezzatura impiegata fanno pensare a una banda organizzata, capace di agire rapidamente e senza timore di essere scoperta.

A preoccupare i cittadini è soprattutto l’audacia con cui i ladri si muovono. Questa volta l’abitazione colpita non era isolata: si trova accanto ad altre tre o quattro case. Eppure nessuno è riuscito a fermarli.

Il malcontento cresce. “Non sappiamo più se è più rischioso uscire di casa o restare dentro”, raccontano alcuni residenti. Molti ammettono di non allontanarsi più nelle ore serali o nei fine settimana, temendo di ritrovarsi con la casa svaligiata. Al centro delle lamentele c’è l’assenza di un controllo costante del territorio e la sensazione che, anche qualora si sorprendessero i ladri, si rischierebbe di finire dalla parte del torto.
Un clima di paura e impotenza che, da qualche tempo, accompagna sempre più famiglie della zona.
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