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Le organizzazioni sindacali e le RSU hanno proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori AURA Materials, dopo l’incontro odierno con la nuova proprietà, insediatasi nel marzo 2025 a seguito di una lunga due diligence.
Durante la presentazione del piano industriale, l’azienda – tramite l’Amministratore Delegato collegato da remoto – ha dichiarato l’esistenza di un potenziale esubero anche in caso di piena operatività delle linee. Il piano prevede un taglio dei costi del personale pari al 50%, come indicato anche nella relazione del revisore.
I sindacati esprimono forte preoccupazione, anche alla luce della situazione attuale: i lavoratori sono in cassa integrazione da quasi un anno, con turnazioni che incidono pesantemente sui salari e crescenti difficoltà nell’accesso ad ammortizzatori sociali.
AURA, ex Accord Phoenix, opera nel riciclo ‘green’ di rifiuti elettronici e cavi, con sede nel Tecnopolo d’Abruzzo. Il sito, nato grazie anche a fondi pubblici, è autorizzato a trattare 62.000 tonnellate di materiali annui.
Alla luce dei tagli previsti e della mancanza di chiarezza sul progetto industriale della nuova proprietà svizzera MIVAL, le parti sociali chiedono l’apertura urgente di tavoli istituzionali per tutelare occupazione e futuro dello stabilimento.
Durante la presentazione del piano industriale, l’azienda – tramite l’Amministratore Delegato collegato da remoto – ha dichiarato l’esistenza di un potenziale esubero anche in caso di piena operatività delle linee. Il piano prevede un taglio dei costi del personale pari al 50%, come indicato anche nella relazione del revisore.
I sindacati esprimono forte preoccupazione, anche alla luce della situazione attuale: i lavoratori sono in cassa integrazione da quasi un anno, con turnazioni che incidono pesantemente sui salari e crescenti difficoltà nell’accesso ad ammortizzatori sociali.
AURA, ex Accord Phoenix, opera nel riciclo ‘green’ di rifiuti elettronici e cavi, con sede nel Tecnopolo d’Abruzzo. Il sito, nato grazie anche a fondi pubblici, è autorizzato a trattare 62.000 tonnellate di materiali annui.
Alla luce dei tagli previsti e della mancanza di chiarezza sul progetto industriale della nuova proprietà svizzera MIVAL, le parti sociali chiedono l’apertura urgente di tavoli istituzionali per tutelare occupazione e futuro dello stabilimento.