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AVEZZANO – Maxi risarcimento da 840mila euro a carico della Asl per la morte di un 49enne marsicano. La Corte d’Appello ha confermato la sentenza di primo grado, riconoscendo le responsabilità dei medici dell’ospedale di Avezzano.

L’uomo era stato ricoverato nell’ottobre 2016 per un intervento di settoplastica. Nonostante le condizioni precarie post-operatorie — febbre, dolori toracici, cefalea e affaticamento — fu dimesso il giorno successivo. La sera stessa, accusò un grave malore: formicolii agli arti e bruciore al petto. Morì per un infarto miocardico.

Determinanti, nel processo civile, le conclusioni di un collegio peritale composto da un medico legale e un cardiochirurgo, secondo cui un intervento tempestivo avrebbe garantito oltre il 90% di possibilità di sopravvivenza. La Corte ha evidenziato che i sanitari avrebbero dovuto trattenere il paziente per ulteriori accertamenti, invece di dimetterlo.

I familiari, assistiti dall’avvocato Berardino Terra, avevano denunciato la Asl e il personale medico. In sede penale, però, il caso era stato archiviato: l’autopsia non aveva evidenziato responsabilità dirette.

«Abbiamo ottenuto giustizia in sede civile», ha commentato l’avvocato Terra, «dimostrando l’errore professionale dei sanitari».
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