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L’AQUILA - Da Piazza Palazzo fino alla Basilica di Collemaggio, L’Aquila torna a vivere il suo momento più solenne: il Corteo della Bolla, anima e simbolo della Perdonanza Celestiniana, giunta quest’anno alla sua 731ª edizione. La città si raccoglie attorno al documento con cui Papa Celestino V istituì, nel 1294, l’indulgenza plenaria, primo Giubileo della storia.

Il corteo, partito da Palazzo Margherita, accompagna il prezioso manoscritto verso Collemaggio, dove avverrà l’apertura della Porta Santa, presieduta dal Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano.

Tradizione e novità dell’edizione 2025

Il Corteo della Bolla, ripristinato nel 1983 sotto il sindaco don Tullio De Rubeis, è oggi riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio immateriale della cultura. L’edizione di quest’anno, la terza sotto l’alto patrocinio Unesco, vede il ritorno del Fuoco del Morrone a Piazza Palazzo, segno vivo di preghiera e perdono.

Protagoniste, come da tradizione, le figure simboliche:

La Dama della Bolla, Laura Sette, custode del documento originale;

Il Giovin Signore, Alessandro Sette, con il ramo d’ulivo che toccherà tre volte la Porta Santa;

La Dama della Croce, Arianna De Santis, che indossa la Croce del Perdono, realizzata dagli artigiani aquilani Laura Caliendo e Gabriele Di Mizio.

I tre sono stati scelti in omaggio al tema 2025, dedicato alle aree interne protagoniste della Capitale italiana della Cultura 2026: L’Aquila, Rieti e i territori del cratere sismico del 2009.

Ad accompagnare il corteo, insieme al sindaco Pierluigi Biondi, il Sottosegretario Fausta Bergamotto, in rappresentanza del Governo.

Una città in cammino tra fede e memoria

Quest’anno il corteo conta 1700 partecipanti: 800 figuranti in costumi medievali, 600 rappresentanti delle istituzioni e 300 esponenti di associazioni e gruppi. Di loro fanno parte anche 120 bambini e ragazzi e circa 80 studenti e docenti, coinvolti grazie al progetto “A scuola di Perdonanza 2”, che ha portato laboratori e iniziative nei comuni del territorio.

Al termine del corteo, la celebrazione della Messa stazionale nella Basilica di Collemaggio e, successivamente, l’apertura della Porta Santa, come stabilito dalla Bolla papale. Sul palco, il sindaco Biondi leggerà la Bolla del Perdono, mentre l’arcivescovo Antonio D’Angelo darà voce al documento di indizione del Giubileo 2025 di Papa Francesco, Spes non confundit.

Le parole del Cardinale Parolin

Il Cardinale Pietro Parolin, all’arrivo a L’Aquila, ha espresso la sua emozione:

“È una gioia essere qui, perché nutro un interesse particolare per la figura di Papa Celestino V e per l’istituzione di questo momento di perdono. È un messaggio sempre attuale, soprattutto in un mondo lacerato dai conflitti. La pace nasce da un cuore pacificato, perdonato da Dio e capace di perdonare il prossimo”.

Con il Corteo della Bolla, L’Aquila torna a riappropriarsi del suo centro storico e della sua storia, proiettandosi verso il 2026, anno cruciale in vista della Capitale italiana della Cultura.

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