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Antonella Mettini, 77 anni, residente a Carsoli, è morta il 9 luglio all’ospedale di Avezzano, due settimane dopo essere stata colpita da un’ischemia cerebrale. La donna, secondo quanto denunciato dal figlio, il giornalista Francesco Capozza, è rimasta per 48 ore su una barella al pronto soccorso, in attesa di un posto letto.
La Procura di Avezzano ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo, al momento contro ignoti.

La vicenda inizia a fine maggio, con un primo ricovero al PPI di Tagliacozzo per un forte gonfiore alle gambe. Il 25 giugno, Mettini perde l’uso di un braccio e di una gamba: trasferita ad Avezzano, la Tac conferma l’ischemia. Tuttavia, resta per due giorni su una barella prima di essere ricoverata in Geriatria.

Nei giorni successivi le sue condizioni peggiorano. Il figlio segnala il progressivo rifiuto del cibo da parte della madre e chiede il trasferimento in una struttura più attrezzata. Solo il 7 luglio viene eseguita una risonanza, che evidenzia l’urgenza di un intervento chirurgico per liberare le carotidi, intervento che però non viene effettuato. L’8 luglio la paziente contrae un’infezione e muore per arresto cardiaco il giorno dopo.

Sui social, Capozza scrive: “Non chiedo vendetta, ma verità. Mia madre meritava rispetto, ascolto e cura. Voglio che nessuno debba più vivere una vicenda simile.”

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