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Il giudice del Tribunale di Avezzano, Mario Cervellino, ha firmato ieri l’ordinanza che stabilisce il divieto di avvicinamento per un avvocato marsicano nei confronti della moglie e dei figli. La decisione è stata presa dopo una richiesta avanzata dall’avvocato della parte offesa, con il parere favorevole della PM incaricata del caso, Chiara Lunetti. L’avvocato è accusato di maltrattamenti in famiglia dopo essere stato denunciato dalla sua ex compagna per violenze fisiche e psicologiche nei confronti della donna e dei loro figli.

Il caso, emerso circa due settimane fa, ha suscitato scalpore negli ambienti del Foro, considerata la gravità delle accuse, sebbene siano ancora tutte da provare. Il legale della famiglia aveva sollecitato il divieto d’avvicinamento con urgenza, ritenendolo una misura indispensabile per tutelare la sicurezza delle vittime. L’ordinanza prevede che l’indagato non possa avvicinarsi a meno di 500 metri dalla casa e dal posto di lavoro della moglie.

In seguito alla denuncia, gli inquirenti hanno proceduto al sequestro di diverse armi da fuoco detenute regolarmente in casa dall’avvocato, tra cui due fucili, una carabina, e forse una quarta arma. Le armi facevano parte di una collezione privata, ma la loro detenzione risulta incompatibile con le accuse di maltrattamenti. La confisca rientra nel procedimento previsto in presenza di "codici rossi", come quello che ha fatto scattare l’indagine. Le accuse riguardano violenze fisiche, verbali e percosse, confermando il quadro di maltrattamenti denunciato dalla donna.

Nel frattempo, la moglie e i figli sono stati posti sotto sorveglianza di tutela, mentre gli inquirenti proseguono con le indagini. Il legale della famiglia sta raccogliendo prove sui presunti maltrattamenti, tenendo conto del forte stato di agitazione delle vittime, che temono possibili reazioni violente e hanno già dovuto modificare le loro abitudini quotidiane per proteggersi.
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